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Storia personale, cultura,
tensione religiosa o quant'altro, sta di fatto comunque
che la scelta di sposarsi in chiesa o in municipio è
incisa all'interno di una sfera estremamente intima.
E non è certamente questa l'occasione per addentrarsi
in discorsi sociologici, religiosi o morali. Se prendiamo
le cose da un punto di vista che potremmo definire estetico,
è chiaro che un matrimonio religioso può
risultare, di norma, il più a effetto e spettacolare,
ricco di valenze simboliche e ambientato in luoghi sacri
caldi (tranne qualche eccezione) e maggiormente raccolti.
Chiesa e sacerdoti possono
inoltre con più facilità rispetto al municipio
esser scelti secondo le esigenze degli sposi; una chiesetta
in montagna o un prete amico contribuiscono a rendere
il rito ancora più sentito. In municipio la cerimonia
è condotta da un'autorità del comune di
appartenenza anche se è possibile chiedere una
delega al sindaco per farsi sposare da un amico; inoltre
la location si mostra il più delle volte alquanto
fredda. Nonostante questo la scelta di sposarsi in chiesa
dovrebbe continuare a essere una questione di fede e
non di ambientazione o convenienza. Per ciò che
riguarda la scelta della chiesa solo tre piccole indicazioni:
innanzitutto il luogo dovrebbe essere per dimensioni
proporzionato al numero degli invitati, l'orario è
bene sia comodo per tutti (tarda mattinata o pomeriggio
avanzato) e la chiesa facilmente rintracciabile dagli
invitati (fornire cartine per percorsi tortuosi).
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