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L'abito
Eleganza e sobrietà.
La cerimonia è stata organizzata, la sposa in
gran segreto ha scelto l'abito.
Amici e parenti lo descrivono come elegante, classico
, bianco e lungo secondo tradizione. In questo caso
lo sposo deve essere all'altezza della situazione e
scegliere una mise che sia coerente con il tutto.
Il tight è l'abito da cerimonia tradizionale.
Nel caso in cui venga però scelto, diventa d'obbligo
anche a padri, testimoni, fratelli. In alternativa,
se la cerimonia è più semplice, si può
scegliere il mezzo tight, considerato un po' meno formale.
Ancora, se la semplicità sarà assoluta,
benissimo anche il classico abito tre pezzi o il due
pezzi.
Cos'è il tight.
È l'abito da cerimonia per eccellenza, cioè
quello che si vede nei film inglesi e americani.
È in tessuto di lana, grigia e nera. La giacca
è più corta davanti, con falde sfuggenti,
mentre dietro ha code rotonde. I pantaloni sono rigati
con fondo grigio medio e rigatura doppia, in diverse
tonalità di grigio.
Il tight, per essere davvero elegante, deve essere confezionato
alla perfezione e ben proporzionato nelle sue parti.
La giacca, che segna la vita e fascia i fianchi, deve
esser dotata di code che sfiorano quasi il polpaccio.
I pantaloni sono caratterizzati da taglio classico,
lunghezza tradizionale e retti da bretelle di elastico
bianco lucido.
Importante, anzi importantissimo, il gilet che si intravede
dalla giacca: sarà in raso, scollato e aderente.
Camicia bianca , dai polsini doppi chiusi da gemelli
che sporgono dalla manica, collo rigido e inamidato,
dai caratteristici angoli rialzati.
Completano il tutto la cravatta a plastron, le calze
nere o grigie lunghe in cotone o filo di Scozia, le
scarpe stringate nere, i guanti grigi in camoscio, il
cilindro nero o comunque scuro. All'occhiello un fiore:
gardenia, camelia o garofano.
Se la temperatura è assai fredda, si può
indossare sul tight anche un cappotto nero e superclassico,
che comunque verrà tolto prima di entrare in
chiesa.
Il
tre o due pezzi per un matrimonio minimale.
La scelta in questi casi cadrà su tessuti tradizionali
e confortevoli: in estate misto lino e shantung di seta,
in inverno lane o lane e sete.
In colori grigio o blu , gli abiti saranno monopetto,
ben costruiti, con pantaloni senza risvolto, completati
da camicia bianca o avorio, oppure in una leggerissima
tonalità di azzurro.
Meglio evitare il fazzoletto nel taschino, specie se
si ostenta un fiore all'occhiello.
Assolutamente proibito il fazzolettino-pochette dello
stesso tessuto della cravatta.
Anche per lui, chic creativo...
Ci sono situazioni particolari che consentono allo sposo
di esibire completi più creativi e colorati.
Ad esempio, per un matrimonio celebrato su di un'isola
, all'aperto, si potrà scegliere un sobrio abito
di lino bianco.
Nodi "per la vita" e nodi passeggeri.
Sempre, ma più che mai in occasione del matrimonio,
la cravatta è segno di eleganza e distinzione.
Come già detto, il tight vuole il plastron in
seta tinta unita, avorio e grigia. Mai le righe tipo
regimental, è bene tenerlo a mente.
Con il mezzo tight o l'abito tre pezzi, la cravatta
in seta jacquard, dalla consistenza sostenuta per valorizzare
il nodo . Questa sarà in color grigio o avorio
per una situazione formale, o in altra tinta unita per
una più informale. Anche in questo caso meglio
scartare le righe.
Il plastron si sovrappone o si annoda con un solo passaggio
esterno e si ferma con lo spillone chiuso da una perla.
La cravatta da cerimonia è lunga 160 cm, mentre
quella normale soltanto 145 cm.
Anche la cravatta può essere realizzata su misura,
in modo da risultare perfettamente proporzionata all'altezza
e alla struttura dello sposo. E' importante ricordare
che la punta deve sfiorare la fibbia della cintura e
il codino deve sempre essere fermato dal passantino
posteriore.
Si conoscono oltre duecento modi
di annodare la cravatta, ma i più comuni sono
quattro:
- nodo semplice: è il nodo più comune.
Il suo punto forte è la proporzione; è
consigliato per le cravatte in tessuti particolarmente
corposi.
- nodo doppio semplice: è diverso dal nodo
semplice per il doppio avvolgimento della gamba sulla
gambetta, dando un effetto finale più voluminoso.
E' indicato per cravatte in tessuti poco corposi e
camice dal colletto allungato.
- nodo Scappino o Windsor: è particolarmente
indicato per cravatte lunghe e sottili. La sua doppia
esecuzione richiede una cravatta 10 centimetri più
lunga rispetto allo standard. Questo tipo di nodo
è adatto a camice con colletti a punte divaricate.
- nodo incrociato: questo tipo di nodo necessita di
cravatte piuttosto leggere e a bottiglia, cioè
sottile intorno al collo e più larga nei lembi.
Il risultato è uno spettacolare effetto a croce
che sottolinea la preziosità del tessuto della
cravatta.
Le gioie dello sposo.
Un consiglio a tutti gli sposi: lasciate a casa catenine,
anelli, braccialetti. Unica concessione: l'anello con
il blasone familiare nel caso siate nobili.
Ben vengano invece orologio, gemelli, spilla fermacravatta.
Il look
Sono decisamente finiti i tempi dei super machos rudi
e "incolti".
Oggi anche l'uomo si prende
cura di sé, seguendo veri e propri trattamenti
di bellezza.
A maggior ragione in occasione del matrimonio, anche
lui...
- ...andrà da un
'estetista per eseguire una pulizia del viso professionale
- ...si farà rinfrescare
il taglio di capelli e delle basette. Meglio non osare
con tinture e decolorazioni inconsuete e un po' folli.
La sobrietà è d'obbligo per tutti e
due
- ...si farà rasare
possibilmente dal barbiere il giorno stesso della
cerimonia
- ...si sottoporrà
a una manicure scrupolosa.
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